20121231_9507 Unicredit Tower in bianco e nero31 Dicembre 2012, San Silvestro. Il momento clou si colloca ovviamente nella serata, negli ultimi giri di lancetta nell’anno che va a concludersi. È tipicamente una giornata d’attesa e sovente poco incisiva finché si resta lontani dalla mezzanotte. Allora serve l’idea che aggiunga interesse almeno al pomeriggio, visto che la mattina è filata liscia e piatta fino al pranzo.
Quattro passi nella Nuova Milano! Trovo tutto in famiglia: dal fratello prendo in prestito la reflex digitale, alla sorella estorco compagnia ed insieme prendiamo il treno in direzione di Milano Porta Garibaldi. Effettivamente non suona come una destinazione particolarmente avventurosa, per di più il viaggio per noi parte da Milano Porta Venezia, quindi due sole fermate di passante ferroviario. Ma io mi lascio emozionare facilmente e mi godo il breve tragitto sulla ferrovia che scorre sotto la mia città e sbuco fuori in una stazione che negli ultimi anni s’è levata di dosso un po’ di grigio ed un po’ di anonimo.
La visita alla stazione rinnovata non è l’obiettivo primario della passeggiata, infatti lasciamo in fretta marmi, vetri e acciaio per balzare all’aria aperta di Piazzale Freud. Dalla nuova vecchia stazione, sì ammodernata, ma pur sempre una stazione ferroviaria che sta lì da decenni, usciamo e ci rendiamo conto d’essere di fronte ad una vero gigante, un monolite che sarà per noi porta della città nuova che sta nascendo.

20121231_9508 Riflessi del cielo sulla Unicredit TowerLa giornata è serena, il cielo è terso, e di fronte a noi si staglia un grattacielo tutto vetro che, complice la riflessione, sembra volersi mimetizzare camaleontico nel panorama che si presenta ai nostri occhi. È l’azzurro a farla da padrone, al limite incorniciato dall’acciaio e poggiato sul cemento, ma è davvero un cielo nel cielo. Della torre più alta sono già abituato a vederne la guglia a spirale, che di notte, illuminata, è visibile in molte vedute di Milano, da qualsiasi quartiere si butti lo sguardo un po’ sopra l’orizzonte. Attraversata la strada, in una viabilità ancora modificata e non definitiva, ci avviciniamo alle scale mobili che portano alla piazza sopraelevata. Ma prima d’arrivarci lo sguardo cade, un po’ a destra, sulla rampa, o meglio sul podio di accesso alla piazza per chi arriva da Corso Como. E ancor più a destra un altro palazzo totalmente rivestito di vetro, questa volta dalle sfumature verdi, a coprire il palazzo delle assicurazioni Alleanza-Toro.

Infine saliamo le scale ed entriamo nella piazza che, nei giorni del suo completamento, è stata dedicata a Gae Aulenti: un giro tondo di grattacieli sopra la testa e pavimento liquido nel mezzo. Buona parte della piazza infatti ha una sorta di laghetto radente, tutt’altro che profondo. Uno specchio d’acqua che certo non si sente unico e solo a riflettere, tutto cinto da intere pareti di vetri, l’azzurro della bella giornata invernale. Ed a dare movimento all’acqua le luci colorate che affiancano gli zampilli, le passerelle che l’attraversano, le cascatelle verso il livello inferiore ed i sassi grigio scuro che tanto ricordano l’acciottolato di molti cortili dei palazzi di inizio Novecento, come una volta era proprio il cortile della casa nella quale son cresciuto.

20121231_9542 Popolano la piazza molti cittadini con la tendenza diffusa a puntare il naso all’insù, a cercare di vedere dove portano le linee verticali, convergenti in alto, in alto, sopra l’azzurro. Ai piedi delle torri s’intuiscono ampi spazi vuoti, per l’occasione abbelliti con installazioni d’arte moderna, piccolo saggio della galleria privata del nuovo proprietario degli edifici. E come me molti mettono l’occhio dietro un obiettivo per immortalare il regalo appena spacchettato: ma davvero non si sa dove girarsi, trovandosi al centro di un nuovo luogo, ancora tutto da scoprire. Il pomeriggio è appena inoltrato, ma il sole è tutt’altro che alto in cielo, anzi rimbalza qua e là fra le pareti di questi nuovi palazzi. Peccato non poter accedere ancora ai livelli inferiori della piazza e testare l’effetto della scultura acustica che mette in comunicazione la piazza con i due livelli inferiori, come fra i ponti di una nave. Proseguiamo verso il sole, dove sono nate alcune palazzine residenziali con atrii ampi e molto alti, un domani probabilmente negozi che costeggeranno il podio in salita proveniente da Corso Como. Altri negozi apriranno ai piedi del palazzo per uffici e show room, tornando in piazza e dirigendosi verso il quartiere Isola. Per ora solo vetrine con adesivi multicolore a coprire gli interni vuoti, ma l’edificio di per sé è affascinante, inscatolato in una sorta di parallelepipedo sinuoso e tutto bianco.

20121231_9620 Da questo lato il senso di “work in progress” è più forte ancora: sullo sfondo sono diversi i grattacieli a mostrarsi ancora nudi, scheletri attorniati da gru. La piazza stessa non ha su tutti i suoi lati edifici a limitarla: sono tante anche le rigorose transenne, alte, ad impedire la vista di quel che sarà. Portano invece allegria e colore la pista di pattinaggio sul ghiaccio e qualche addobbo natalizio lungo la via che conduce al Bosco Verticale. Ne avevo sentito parlare, più scherzosamente che nel dettaglio di quel che sarà realmente: due torri bicolori piuttosto alte, dalla fitta balconatura irregolare e piantumata con moltissimi alberi, tutti diversi fra loro. Questi sono ancora troppo giovani, e la stagione invernale non favorisce le chiome di molte speci, ma l’idea di come appariranno in futuro le pareti di questi palazzi si è ben più che abbozzata nella mia mente, e l’impressione è ben più che positiva.

20121231_9644 La luce del giorno a questo punto è calata sensibilmente e da lontano i grattacieli già completi accendono le luci segnaletiche e quelli ancora in costruzione cominciano a ridursi a silhouette sempre più monocromatiche sullo sfondo sempre più scuro. Noi proseguiamo in direzione del nuovo Palazzo Lombardia e costeggiamo quelli che saranno i Giardini di Porta Nuova e ci imbattiamo in quelle che diventeranno perle antiche incastonate nel nuovo design dell’area: la Fondazione Riccardo Catella ed ancor più curioso un palazzo verde ai piedi del moderno complesso istituzionale. Dopo aver deviato in via Melchiorre Gioia ci intrufoliamo fra le sinuosità del complesso di edifici sede della Regione Lombardia e ci ritroviamo in una piazza coperta da una cupola trasparente, sotto la quale trova spazio un’altra pista per il pattinaggio sul ghiaccio, allestita per le festività natalizie.

La luce infine lascia definitivamente l’anno ormai in congedo, mentre noi puntiamo a rientrare a casa. Ci concediamo un passaggio, non documentato fotograficamente, alla Torre Solaria in costruzione, ed al Diamantone e i Diamantini appena conclusi nell’area delle ex-Varesine. Rientro a casa che mi vede particolarmente soddisfatto del pomeriggio trascorso da turista nella mia stessa città. Un’esperienza da ripetere, per apprezzare le trasformazioni ancora in corso.